721 137. Mentre Francesco si trovava a Siena, nell'inverno
o nella primavera del 1226, giunse colà un frate da
Brescia. Desiderava molto vedere le stimmate del Padre e scongiurò
con insistenza frate Pacifico a ottenergli questa possibilità.
Questi gli rispose: «Quando starai per ripartire di
qui, gli chiederò che dia da baciare le mani. Appena
le avrà date, io ti farò un cenno cogli occhi,
e tu potrai vederle».
Quando furono pronti per il ritorno, si recarono ambedue dal
Santo. Inginocchiatisi, Pacifico dice a Francesco: «Ti
preghiamo di benedirci, carissima madre, e dammi la tua mano
da baciare!». Subito la bacia, mentre egli l'allunga
con riluttanza, e fa cenno al compagno di guardarla. Poi chiede
l'altra, la bacia e la mostra all'altro.
Quando stavano allontanandosi, venne al Padre il sospetto
che gli avessero teso un pio inganno, come era in realtà.
E giudicando empia quella che era soltanto una pia curiosità,
richiamò subito frate Pacifico: «Ti perdoni il
Signore - gli disse - perché ogni tanto mi rechi grandi
pene».
Pacifico si prostrò subito e gli chiese umilmente:
«Quale pena ti ho recata, carissima madre?». Francesco
non rispose e la cosa finì nel silenzio.